e chi ha mai detto questo?
la pista indoor serve come l'ossigeno e serve dove poter coalizzare un buon numero di atleti, senza privarli di eventuali aspirazioni di studio e lavoro post-carriera, quindi serve a Milano e non in culo alla balena
ma non travisare il motivo per cui serve...è necessaria per fare il grosso della preparazione pre-stagione, per il lavoro di "conversione" di chi viene dal pattinaggio inline (che, piaccia o no, è l'unica nostra via di reclutamento), per gli allenamenti programmati
non serve a una mazza in termini di vantaggio per la singola competizione
come detto, non è lo slittino o il bob, dove investimenti tecnologici e pista "amica" fanno tutta la differenza del mondo, nel pattinaggio veloce l'unica variante è la capacità di adattamento tra piste più lente e piste ultra-veloci (che, Thialf a parte, esistono solo in nordamerica per vari motivi), adattamento che però richiede pochi allenamenti, non mesi di pratica (al netto del vantaggio "naturale", genetico di chi nasce proprio in certe località, tipo keniani ed etiopi dell'atletica)
quindi non dar retta ai vari Ghiotto o a quelli dello short track...una settimana sulla pista olimpica sarà più che sufficiente per trovare il setup adeguato e mesi e mesi in più non porterebbero proprio nulla, se non al massimo a livello psicologico
p.s. visti i risultati dell'inline, non credo che avremmo tante ragazze veramente forti in più...ben diverso il settore maschile, dove da anni mietiamo successi nell'inline (anche se sempre meno, specie nelle discipline di endurance)