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Verso Parigi 2024 passando per Pechino 2022
  1. What's new in this club
  2. Torino, mai...piuttosto, che saltino del tutto le Olimpiadi comunque, il pattinaggio velocità è un "non problema". a Milano ci sono possibilità per tutti i gusti: vogliono un impianto temporaneo che costi (relativamente) poco e che venga smantellato e dimenticato dopo i Giochi? bene, ci sono una soluzione banale e "comoda"? la Fiera a Rho-Pero ha tanti spazi adatti all'uopo, è adatta a ricevere pubblico in massa, è servita egregiamente a livello di strade e mezzi pubblici. soluzione più "avveniristica" (ma sempre temporanea)? il Padigione 3 dell'ex Fiera, Palazzo delle Scintille, che oggi è ridotto a essere il più grande hub vaccinale d'Europa (sic!), funzione ormai completamente superata e inutile presenta caratteristiche anche architettoniche notevoli, è in pieno centro città raggiungibile a piedi e in metropolitana, può ospitare un sufficiente numero di spettatori (onestamente non so se ha le misure giuste per il pattinaggio, ma credo di sì, visto che in passato ha ospitato persino una sprint di CdM di sci di fondo). "la" soluzione? quella veramente auspicabile e che tornerebbe utile, se non fondamentale, per il futuro del pattinaggio veloce in Italia? semplice, un Oval permanente ex novo accanto al Forum, dove c'è tutto lo spazio del mondo e arrivarci non è certo un problema. e non servirebbe nemmeno una cattedrale tipo Pechino, basterebbe un adattamento un po' più moderno e "scicchettoso" di impianti più piccoli tipo Calgary o Salt Lake City. l'importante sarebbe avere un oval che poi diventi il centro federale, con assoluta integrazione tra speedskating, short track e pure il pattinaggio a rotelle, che è l'unico vero "serbatoio" di praticanti che abbiamo e che consentirebbe di "travasare" molti più specialisti al ghiaccio se avessero la possibilità di trasferirsi a Milano e non a Baselga di Pinè (con tutto il rispetto per la ridente località trentina, che però non offre le opportunità extra-sportive della "grande città"). sui 2 palazzetti, spero che i lavori partano a razzo e finiscano nei tempi programmati, anche se invece che rifare l'ex Palatrussardi a Lampugnano, come seconda arena io avrei scelto la completa ricostruzione dell'Agorà (pur con tutte le difficoltà del caso). per l'hockey femminile sarebbe stato più che sufficiente (tanto se venderanno più di 100 biglietti a partita -finale esclusa, dove forse si può puntare a 1000/2000- per quel torneo sarà un successone ).
  3. Inno Milano-Cortina 2026: FINO ALL’ALBA Brano proposto dal Corpo Musicale “La Cittadina” di San Pietro Martire link audio testo
  4. Per i prossimi 15-20 giorni "sono tutti" impegnati con le elezioni regionali lombarde (12&13 febbraio); poi sarebbe davvero ora di mettersi al lavoro, perchè le strutture mancanti sono tante e molti eventi non si dove farli (ipotesi varie e fantasiose sono all'ordine del giorno.....). Per ora si sono visti "super" progetti con studi eco-compatibili, facili da riadattare dopo i giochi, impatto zero, economicamente sostenibili e altri bla..bla...bla... ma nulla è stato costruito. Chiuque governerà da Febbraio dirà che "d'ora in avanti andremo a passo spedito" e già questo suonerà come un grosso campanello d'allarme! PS: preferisco comunque Torino all'ipotesi di andare a gareggiare all'estero (Austria); però solo per un evento o due non mezza Olimpiade; sarebbe comunque una grossa perdita per Milano e una fuguraccia.
  5. Max Ambesi affonda la lama nel burro delle magagne dei preparativi per le Olimpiadi Invernali 2026 di Milano e Cortina. in particolare, oggi ha postato un interessante disamina della situazione sui 2 siti milanesi su cui dovrebbero sorgere i 2 palasport destinati a ospitare le partite di Hockey. dire che c'è di che deprimersi è pure poco... ogni commento supplementare è superfluo. p.s. se però qualcuno nomina ancora Torino lo sbudello personalmente
  6. un po' fuori stagione, ma alcuni sport tipicamente parte del programma delle Olimpiadi estive stanno già iniziando la stagione. e a parte le gare indoor di atletica (che comunque già si distinguono con alcune prestazioni incoraggianti di alcuni azzurri di punta e alcuni "volti nuovi" -oggi sugli scudi Larissa Iapichino, Simone Barontini e Claudio Stecchi, tornato in gara dopo ben 3 anni di travaglio per infortuni vari), segnalo in particolare il primo torneo stagionale del Grand Prix di Judo (dove peraltro l'Italia è presente in massa, ma con un team di terza categoria, in cui si è distinta solo la giovane Capanni Dias con un inatteso bronzo nei -57kg), la prima tappa di Premier League di Karate, con gli azzurri autori di una buona campagna (3 finali per l'oro e 4 per il bronzo conquistate) e il meeting di Nuoto in Lussemburgo (vasca lunga), dove si sono distinte Silvia Di pietro, Martina Carraro e soprattutto Thomas Ceccon, autore di un "botto" nei 200 stile libero da 1.46.52, con un miglioramento del personale di ben 2 secondi che lascia presagire un lavoro sulla resistenza alla velocità mai effettuato in modo così efficace in precedenza. a questo punto, non è impensabile che possa diventare una pedina fondamentale anche per la 4*200m stile libero in vista di Parigi, sperando che sia solo l'inizio di un'evoluzione e di una crescita che lo porti finalmente a essere quel fenomeno poliedrico alla Phelps che molti pronosticavano anni fa e che in realtà non è mai stato per un motivo o per l'altro.
  7. mi sa che serve un intero trapianto di cervello...
  8. Qualcuno dia qualche neurone a Pietro Sighel
  9. Inizia con il botto la stagione della atletica indoor ad Ancona, con Furnali che riesce a saltare 7,73m al debutto. Prestazione veramente importante vista la sua età, che lo porta a solamente 2cm dal record italiano di categoria U20. A Padova ottimo risultato del 16enne Mattia Beda, che riesce a saltare 5.00m nell'alta, nuovo personale. Speriamo si riesca a coltivare questo piccolo talentino... Deludente, come al solito, seppur con le dovute considerazioni visto che si tratta del peso, Osakue che perde da una giovanissima Verteramo in un meeting minore indoor di un livello veramente basso (14,21 e 14,46 le due misure)
  10. Topic di discussione per la stagione 2023 degli sport invernali.
  11. I don't know the data, but it seems plausible.
  12. true? The most popular teams in Italy region by region
  13. su Margaglio non avevo dubbi... spero che ameno Bagnis da qui al 2026 possa crescere bene sotto la nuova guida tecnica.
  14. Inizia malissimoa stagione dello skeleton azzurro, su cui avevo altissime aspettative visti gli investimenti nello staff tecnico e sui materiali. Margaglio non è migliorata di una virgola nella guida
  15. Risultato inaspettato nello slalom di Garmisch, dove Gross e Sala, unici italiani qualificati per la seconda manche, hanno chiuso quinto e sesto. Risultato che alza quanto meno il morale della squadra e riscatta una prima manche che aveva visto uscire un Razzoli ancora legnosissimo per via dei soliti problemi fisici e un Vinatzer senza alcuna intenzione di sporcare la sua media di inforcate per gara. A costo di fare il solito guastafeste/tifoso italico da divano incontentabile, trovo giusto dire che il risultato va preso con le molle perché arrivato su una pista in condizioni impresentabili (per colpa del meteo proibitivo più che degli organizzatori, in questo caso). Va pur detto che davanti ai nostri c'era comunque il meglio dello slalom, quindi non si può neppure parlare di gara lotteria. A proposito di piste in condizioni impresentabili - ma qui con l'aggravante della recidiva plurima -, a Zagabria punti solo per Marta Rossetti, che senza un errore colossale nella seconda manche avrebbe anche potuto strappare un risultato pesante in chiave Wcsl. Nel fondo invece Pellegrino sta mettendo in mostra forse la migliore gamba della carriera, ha messo assieme altri due podi su distanza ed è a soli 12'' da Klaebo in classifica generale (senza avere la possibilità di scavalcarlo, ovviamente, visto che mancano una sprint in classico e una mass start in classico prima dell'inseguimento finale). Domani ripartono la combinata e soprattutto (per quanto mi riguarda) il biathlon.
  16. Le gare di sci alpino a cavallo di Natale non hanno detto molto di diverso rispetto al resto della stagione. - Nello slalom di Campiglio gli italiani sono stati poco più che comparse. Sala ha fatto la classica gara da Sala, troppo avanti per dire che è andato piano e troppo indietro per dire che è andato forte. Razzoli ha confermato che anche a 38 anni e con una schiena tenuta assieme con l'adesivo porta a scuola gran parte dei nostri giovani talenti o supposti tali. Vinatzer ribadisce di essere la risposta italiana a Noel, ma solo perché anche Noel ha iniziato a uscire sempre. - Le gare di Bormio, stupende da un punto di vista tecnico e impreziosite da due prove strepitose di Kriechmayr e Odermatt, hanno confermato lo stato agonizzante della squadra di velocità maschile. In Super G il migliore è stato Innerhofer, che ha fatto una buona prima metà di gara, è calato nella seconda e ha aggravato la sua posizione con un'intervista imbarazzante in cui ha giustificato il piazzamento con la disabitudine a partire con numeri alti. In discesa sono arrivati due risultati nei 10, ma a mio avviso sono falsi segnali di ripresa, o almeno segnali da prendere con estrema cautela. Qualsiasi piazzamento nello sci va pesato tenendo conto delle condizioni di pista e di neve, che qui erano ultra-favorevoli agli italiani. - Nello slalom femminile la squadra italiana ha fatto un passo indietro dopo i buoni segnali di Sestriere, con zero qualificate su 5. Ciò nonostante, dovremmo avere un paio di posti in più a partire da Flachau (non che al momento si sia costretti a panchinare Marlies Schild). - In gigante Bassino si è confermata al vertice con due podi e chiuderà il 2022 con il pettorale rosso. Brignone piano piano più vicina ai suoi livelli, anche se ancora non è riuscita a mettere assieme due manche davvero ben fatte. Dietro di loro il deserto, al di là di un'altra qualifica di Asia Zenere.
  17. ed è già finito anche il masters di Judo... oggi, nell'ultima giornata di gare, una superba Alice Bellandi salva la faccia all'Italia, conquistando un oro meraviglioso nei -78kg. nel suo percorso, successi contro la campionessa del mondo (la brasiliana Aguyar), la medaglia d'argento Olimpica (la francese Malonga, battuta ormai per la terza volta negli ultimi 3 confronti diretti...e questa volta addirittura nettamente, con un sontuoso ippon) e l'ex grande campionessa mondiale (pure francese) Audrey Tcheumeo. considerato che negli ultimi mesi ha già "sistemato" anche la campionessa Olimpica (la giapponese Hamada), le rimane da superare il tabù tedesco, con Annamaria Wagner e Annette Bohm che sono le uniche 2 atlete che quest'anno si sono dimostrate imbattibili dalla nostra punta di diamante. altri 2 risultati di prestigio (Bronzo) sono stati portati a casa da Assunta Scutto (nei -48kg) e da Odette Giuffrida (-52kg). ma se "Susy" ha ottenuto il massimo possibile (al momento non è ancora pronta per affrontare alla pari le migliori giapponesi), prendendosi anche la rivincita sull'ostica kazaka Abuzakhyna (che l'aveva battuta nettamente al Grand Slam di Abu Dhabi), lo stesso non si può dire di Giuffrida, che, come al solito, fa un passo avanti (battuta finalmente la "bestia nera" Keldyorova) e uno indietro (sconfitta in semifinale per un errore banale dall'abbordabile britannica Giles). si salva giusto anche Antonio Esposito nei -81kg, che incassa un quinto posto che dà punti e, forse, morale dopo una seconda metà di 2022 da dimenticare. passo indietro, invece, per Gennaro Pirelli nei -100kg, che incappa già al secondo turno nell'ostico Zelym Kotsoiev (medagliato mondiale e pure oggi a fine torneo) e perde, anche se dopo un match molto tirato e comunque solo per somma di shido, non per aver subito tecniche da punteggio. disastroso, infine, il resto della numerosa spedizione, con tutti gli atleti usciti al primo o secondo turno contro avversari sulla carta inferiori. in particolare, indisponenti Parlati e Lombardo (quest'ultimo ormai in fase di preoccupante involuzione). occasione importantissima sprecata anche da Martina Esposito, che avrebbe dovuto raccogliere molti più punti per la qualificazione olimpica, che per lei è destinata a restare in bilico fino all'ultimo, e rappresentando la campana un elemento chiave per la competitività degli azzurri nella gara a squadre (in pratica, è l'unica atleta decente che abbiamo nella fascia 63/70kg, una delle 3 in cui è divisa la parte femminile del team event). gli altri, "contorno" erano e "contorno" continueranno a essere. all'anno prossimo...
  18. e anche gli ultimi eventi sportivi internazionali non specificamente invernali dell'anno sono in archivio (manca giusto il Masters di Judo da martedì a giovedì prossimi)... nello specifico, da segnalare il bilancio finale dei mondiali di Nuoto in vasca corta, terminati oggi a Melbourne. come noto, l'Italia (e non solo) si presentava con una squadra ridotta nei numeri, ma non nella qualità dei selezionati. obiettivo dichiarato, migliorare Dubai 2021. ebbene, l'impresa è quasi riuscita, visto che alla fine sono arrivate 16 medaglie come 12 mesi fa, anche se con un oro in meno, colpa di alcune controprestazioni e di un campo partenti un po' più qualificato dell'anno scorso. nello specifico, primo tra i primi, il solito immenso super-Greg (Paltrinieri), che, sebbene non al meglio, riesce comunque a stroncare gli avversari e a conquistare 2 dei 5 ori azzurri. a ruota, segue Thomas Ceccon, che si allontana momentaneamente dai suoi 100 dorso (lasciando spazio a un eccellente Lorenzo Mora, argento sui 100 e bronzo sui 200 a "pancia in su") per contribuire alla grande alla staffetta 4*100m stile libero maschile e per prendersi un alloro inatteso quanto esaltante sui 100m misti. tra le imprese eccellenti, in generale, da annotare le staffette, sempre super competitive e tutte a medaglia, anche se la 4*50m stile libero maschile e la 4*100m mista sempre al maschile lasciano più rimpianti che altro sia per i pochissimi centesimi che ci hanno separato dall'oro sia per il fatto che i suddetti ori sono mancati per errori tattici e/o controprestazioni inaspettate e non tanto per la forza assoluta di chi ci ha battuto. al femminile, finalmente Sara Franceschi riesce a fare una gara degna nei 400m misti donne e si aggiudica l'unica medaglia individuale del gentil sesso, dove sono state purtroppo più le note negative che altro. ammalata Silvia di Pietro, la vera delusione è Benedetta Pilato, che pare regredita inspiegabilmente nei 50m e ferma nei 100m, persa tra i problemi scolastici e chissà cos'altro a livello fisico e tecnico. non sarà facile per lei rimettere insieme tutti i pezzi in tempi brevi...speriamo non si perda del tutto. tra le altre note non proprio positive, Matteo Ciampi nello stile libero "intermedio" (comunque prevedibile...troppo il divario con i vertici mondiali) e Alberto Razzetti (misti e farfalla), che non è riuscito a prendere neanche una medaglia a livello individuale, anche se più che un suo peggioramento, ha sofferto il ritorno di atleti più forti di lui, che 12 mesi fa non c'erano. detto dell'ottimo Mora, delude invece un altro dei campioni uscenti, Matteo Rivolta, che riesce a farsi squalificare in semifinale nei 50m farfalla, arriva solo quinto nei suoi 100m farfalla con un tempo deludente a dir poco e contribuisce meno del previsto alla staffetta 4*100m mista. da ricordare, per lui, solo la staffetta 4*50m mista, dove ha fatto la differenza. ultime righe per i ranisti, con il giovane Simone Cerasuolo che guadagna un'ottima finale sui 100m e una clamorosa medaglia sui 50m, mentre il "capitano" Martinenghi viene infilzato 2 volte dalla sua nemesi, l'americano Nick Fink, sia sui 50m che sui 100m, rendendo il superamento di Adam Peaty meno entusiasmante di quanto avrebbe potuto essere. per lui, 2 argenti individuali un po' amari...le aspettative erano altre. un'ultima nota di merito, infine, per la squadra di volley femminile di Conegliano, che oggi si è laureata campione del mondo di club, battendo la nuova squadra (turca) di Paola Egonu, ancora una volta uscita con le ossa rotte da una finale internazionale. alla prossima, quando commenterò il Masters di Judo come ultimo momento saliente del 2022...
  19. Oggi ho dovuto lavorare, perciò ho seguito sostanzialmente solo quattro eventi sportivi invernali. Considerazioni in formato ridotto (non che qualcuno mi abbia mai chiesto quelle in formato esteso) - Solito sfacelo nel gigante maschile, a eccezione di un Della Vite che ha confermato la bella prova di Val d'Isère. De Aliprandini è almeno arrivato al traguardo, ma qui finiscono le note positive anche per lui. - Grande gara di Elena Curtoni a St. Moritz. In questo momento lei scia davvero benissimo, è molto pulita e a differenza del passato si difende anche sul facile. Goggia brava a fare una gara giudiziosa, alla fine senza prendere rischi fa punti preziosi sia in chiave Coppa del Mondo (di specialità e generale, anche se per la seconda il weekend di St. Moritz lascia intendere abbastanza chiaramente che finirà ancora negli Stati Uniti) che in chiave Wcsl. Brignone ancora lontanissima dagli standard dell'anno scorso: polenta sotto gli sci e niente di inaudito anche nel tecnico. Peccato per Bassino che ha buttato via la gara quando era in lizza per il podio (poi per me non ci sarebbe salita, perché il tratto finale non le era per niente favorevole). Le non-big oggi non andavano, inclusa una Pirovano che ieri aveva fatto vedere ben altro passo. - Giacomel ha ripreso a manifestare una certa tendenza alla caccia al volatile, però con il passo sugli sci e la velocità nel rilascio dei colpi ha portato comunque a casa un decorosissimo 13° posto. Punti preziosi anche perché lo aiutano ad assicurarsi la partecipazione alle prossime mass. - La notizia più infausta di tutto il weekend è che Lisa Vittozzi ha rivisto i fantasmi dell'anno scorso in una gara sanguinosissima anche per la generale di Coppa. I passaggi a vuoto possono capitare a tutti, ma nelle ultime tre serie a terra, contando anche la seconda dell'inseguimento, ha mancato sei bersagli. Considerando i precedenti dell'anno scorso e visto che qualche scricchiolio qua e là nelle serie a terra si era già visto nelle prime uscite, sono un po' preoccupato.
  20. i circuiti inferiori contano 0 (specie negli sport invernali, dove c'è un vero abisso tra questi e i corrispettivi maggiori e dove, trattandosi per la maggior parte di sport di prestazione, non c'è modo di nascondere le differenze con accorgimenti tattici e/o trovare il proverbiale "jolly"); quelli giovanili...be', diciamo che siamo già stati scottati più di una volta da mancate transizioni tra quel livello e la dura realtà senior... quindi io non li considero indicativi di una "luce in fondo al tunnel" (anzi, a leggere i numeri dei praticanti dei vari sport, c'è da rabbrividire pensando al futuro). gli sport "giudicati" sono troppo politici...e quando conta, l'Italia vale 0... inutile fare troppo affidamento...gli ori tanto andranno sempre a USA, CAN e "amici". senza contare che, per gusti personali, sarebbero "medaglie non godute", in pratica come se non ci fossero (fanno bene solo leggendo il medagliere finale, ma non mi danno emozioni). comunque questo è un problema mio... insomma, queste sono le "poche punte" che ho citato prima (hai giusto aggiunto qualche nome molto "aleatorio", tipo Peveri, che non è competitiva per nulla, a parte la lotteria della mass start...e solo se resta "tattica", perchè se qualcuna delle nazioni forti decidesse di rendere la gara selettiva, allora addio a Laura). e in ogni caso, di questi quanti ne rimarranno dopo Milano-Cortina? Ghiotto, Bassino, Goggia e Vittozzi al massimo, direi (come detto, non conto Peveri). e andrebbero tutti verso fine carriera, con quel che comporta. mah, io mi fermerei a Giacomel come prospettiva di rendimento "continuo"...sperando più che altro in qualche exploit saltuario degli altri... Felderer ormai fa parte delle speranze non mantenute...fosse davvero un top, sarebbe già ai livelli di D-Fisch. e comunque nello slittino abbiamo sempre troppi problemi di materiali per vincere con costanza, il che rende anche lo skeleton una "one hit wonder" da sfruttare in questi 2 anni in cui abbiamo a disposizione Schneider, Platzer e il loro gruppo di lavoro (che di sicuro non resteranno oltre il 2026, riconfinandoci nella mediocrità assoluta), più che uno sport che ci darà tanto a lungo termine. sicuramente qualcosa ci inventeremo, ma io proprio non riesco a essere ottimista sul futuro degli sport invernali azzurri...temo che Sochi 2014 non resterà l'unico "0 tituli" della nostra storia "moderna".
  21. Il valore dei campioni che citi è indiscutibile, ma il problema è principalmente chi verrà dopo. Sicuramente ci sono alcuni talenti, anche perché con un bacino di praticanti abbastanza ampio come quello italiano bisognerebbe mettersi d'impegno per perderli tutti per strada. Però se leggo l'elenco che hai fatto, vedo che quasi tutti gli atleti vincenti sono al vertice da tempo e molti dei giovani che hai citato devono ancora far vedere di poter raccogliere la loro eredità. Per esempio, giustamente citi lo sci alpino maschile come settore in difficoltà (io lo metterei anche tra quelli agonizzanti, ma mi rendo conto che al confronto con fondo femminile e bob è sanissimo), ma non mi sembra si parli abbastanza di quanto poco ricambio generazionale ci sia in campo femminile. Basta vedere la start list di un gigante di CdM per rendersene conto (dello slalom sappiamo da tempo).
  22. Nel mentre Fischnaller ha vinto anche la sprint ed è passato in testa alla Coppa del Mondo, Voetter e Oberhofer seconde e Davide Ghiotto ha vinto i 10.000 metri a Calgary. Disgraziatamente è passata la mezza notte e si è chiuso il 17 dicembre 2022.
  23. Sinceramente i risultati di questi giorni dei circuiti inferiori e giovanili fanno vedere una luce in fondo al tunnel, si sono viste cose buone in tanti settori , anche di scarsa tradizione , da ragazzi giovani, su tutti i risultati di Matteoli ed anche Monteleone nello snow e sci freestyle....... Vittozzi, Wierer, Goggia, Curtoni, Bassino, Brignone,lo short track maschile, Pellegrino, Dominik Fischnaller , snowboard alpino, Visintin e Sommariva che sono comunque competitivo nonostante una 2 giorni brutta a Cervinia,Sieff, Ghiotto, Giovannini, Peveri nella mass, mi sembra che ci siano diversi atleti, fra loro con livelli di competitività diversa chiaramente, che possono garantire ancora diverse stagioni ad alto livello, sono un numero considerevole. Senza dimenticare Paris, le veterane dello short track femminile, la Lollo, Moioli , Hofer che sono assenti o in difficoltà. Ed anche i giovani hanno già fatto vedere qualche sprazzo di indubbio talento come Giacomel, Deromedis, Della Vite, Franzoni, Pirovano ( che non è più giovanissima ma di stagioni intere non ne ha praticamente mai fatte)una certa verve nel biathlon con diversi ragazzi e ragazze da cui si può sperare esca qualcosa di veramente buono, alcune ragazze nelle discipline tecniche dell'alpino hanno ottenuto buoni risultati in Coppa Europa e si sono affacciate a punti in Coppa del Mondo, Felderer che ha fatto intravedere qualcosa di molto interessante , Bresadola, aspettando poi lo skeleton in cui sono curioso di vedere il livello medio dei nostri..... Insomma, secondo me non siamo poi messi così male, e comunque meglio rispetto quanto potesse sembrare qualche mese fa, pur essendoci qualche settore che sicuramente è in difficoltà come lo sci alpino maschile o addirittura agonizzante come lo sci di fondo femminile e il bob .
  24. fossimo stati alle Olimpiadi, tra ieri e oggi avremmo vinto più medaglie di tutte le edizioni precedenti (esclusa la leggendaria Lillehammer 1994)... e ho detto tutto... nonostante questo, però, se analizziamo seriamente e serenamente la situazione, exploits del genere servono solo a nascondere gli enormi problemi del movimento sportivo invernale azzurro: tolte quelle 4/5 "punte" che stanno spremendo letteralmente il sangue dalle rape, le prospettive future fanno rabbrividire...e non in senso positivo.
  25.  

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